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prete cattolico, disposto a credere al Vangelo di Gesu' in un mondo che fa fatica ad aprirgli le porte.

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sabato 27 febbraio 2010

UOMINI DIVERSI


Immergersi nella vita reale testimoniando con verità le beatitudini… esser affamati e assetati di giustizia… implica una apertura di se’ sul mondo: predicare questa beatitudine significa consegnare alle persone grandi responsabilità e grande libertà …

Essere testimoni di beatitudini e non di una serie di confini o proibizioni…

L’anticristianesimo che incontriamo e vediamo e’ frutto di una predicazione antica che trascina ancora le sue conseguenze, quando in nome si Cristo di predicavano solo i 10 comandamenti… e dai quei “no” ci si e’ voluti solo liberare, buttando via il bambino con l’acqua sporca !
Nessuno ha mai letto la pagina di San Paolo: “Tutte le promesse di Dio in lui (Gesu’) sono divenute «sì». Per questo sempre attraverso lui sale a Dio il nostro «amen» (2 Cor 1.20).
Quanta gente confonde la legge mosaica con il Cristianesimo o il Vangelo tout court ?

Bisogna essere nel tessuto del mondo, cosi come esso e’, senza cercare un tessuto diverso o rifugiarsi in tessuti diversi o creare tessuti diversi, perche’ in quel popolo che Dio si era scelto (“venne tra i suoi ma i suoi non lo hanno ne’ riconosciuto ne’ accolto Gv. 1,11)… Gesu’ e’ nato secondo le profezie, ma le previsioni non si sono realizzate..
Bisogna immergersi profondamente nel mondo cosi come esso e’, senza condizioni, accettando persino di essere rifiutati, (un discepolo non e’ da piu’ del suo Maestro (Lc 6,40).
Bisogna comprendere le difficoltà e le complessità di questo mondo … non e’ facile annunciare il Vangelo da un pulpito, ma e’ ancora meno facile annunciarlo nella vita reale delle pieghe di una societa’ senza volto e senza indirizzo (o peggio quando questo volto e’ sfigurato).

L’umanita’ vera dell’uomo e’ nelle beatitudini.. e le beatitudini sono questo binomio di costrutto linguistico di presente e futuro, dove, se il futuro e’ dato per fede, il presente e’ dato per presa d’atto… fame e sete, pianto e sofferenza e persecuzione … ma con la scelta di chi vuole essere scintilla di novita’ fin da ora … mitezza, purezza..


Senza l’etica e l’ottica della incarnazione… non si annuncia nessun Gesu’ Cristo… forse si parla di Dio .. ma di fronte a Dio nessuno obbietta.. tutti hanno un Dio ..

Il Cristiano annuncia il Dio di Gesu’ Cristo, l’unico Dio, ma che a volte suona cosi diverso non tanto dagli altri dei consociuti, ma da tutti quegli dei personali che uno si immagina, si costruisce. Il vero politeismo moderno non e’ dato dai vari culti esteriori, antichi o nuovi, ma dal drammatico culto del “proprio” dio, cosi fatto a immagine a somiglianza di se’ da generare non tanto molti déi, quanto uno per ciascuno..


Il coraggio di annunciare un Dio non modellato sul volto di nessun uomo (Gal 1,11) esso passa attraverso la scelta della imitazione del Maestro… solo come discepoli e imitatori di Cristo si annuncia in Dio Cristiano…


La tentazione di ritenere che la salvezza sia merce da comprare con la moneta sonante delle nostre buone opere e’ sempre in agguato …
A volte si misura la efficacia delle nostre attivita’ pastorali sul numero di persone che ci hanno seguito o che abbiamo sfamato o che abbiamo vestito .. il fare del bene viene scambiato non di rado con il dare, denaro , vestiti opportunità di lavoro, perche’ no… e chiamiamo tutto questo fare del bene…

Ma manca a volte il contatto autentico con le persone per le quali facciamo qualcosa… abbiamo degli uffici della carità che aprono a ore stabilita, ma la cosa piu’ importante non e’ l’orario di apertura, ma quello di chiusura.. e’ importante che prima o poi si chiuda la porta che abbiamo aperto per fare la carita’, e si ritorni nel nostro piccolo mondo antico .
Non manca il dare, ma manca la condivisione.. non dare il pane all’affamato, ma spezzare il tuo pane CON l’affamato ..

Non importa quello che dai, puoì essere tuo o puo’ non essere tuo. Frutto di tuoi sacrifici o a volte no… ma la cosa importante e’ condividere il pane… fare companatico con quei filippini o sudamericani che a volte per noi solo solo delle categorie sociali …

Ho provato a mangiare a volte con gente a orari indicibili del giorno o della notte… e stare con loro ore a cena, dopo il loro estenuante lavoro… e alla fine della cena… dove tutti direbbero che la cosa importante e’ cio’ che sta nel piatto … vedere che il mio interlocutore non si e’ accorto se non alla fine che cio’ che si condivideva era il dialogo e non il cibo e quasi tutto era rimasto li, nel piatto … e con la semplicità di chi ha nel cuore di dirti : “padre, oggi non ho neanche mangiato … e’ tutto qui… ma il vero cibo e’ stata questa chiaccherata, vedere che lei e’ interessato ai nostri problemi alle nostre fatiche, alle nostre difficolta’, questo mi ha fatto piu’ bene che non il cibo che puo’ anche rimanere nel piatto.


Non conta il consenso delle istituzioni, non conta la stretta di mano dei potenti… (Il potere e’ di satana …..che dice : “tutta questa potenza è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio”… Lc 4,5, ma dobbiamo metterlo tra parentesi, perche’ potrebbe dare fastidio a qualcuno sentirselo ricordare),

Ci vuole la sapienza del riconoscere di essere servi inutili, ci vuole la saggezza di chi sa che il Regno di Dio e’ come un uomo che ha gettato il seme sulla terra (o nel mare, non importa) egli dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia lo stesso, come, egli non sa… la terra comunque porta il suo frutto (marco 4, 26-28)

La chiamata dei discepoli di Gesu’ e’ a diventare pescatori di uomini…
Diventare pescatori di uomini significa imparare a pescare l’umano, cogliere il valore di ciascuna persona alla quale ti fai prossimo.. e tirarlo su dall’acqua della sua vita materiale, dall’acqua delle sue fragilita’, piccolezze, miserie. Aiutare gli altri ad “uscire” per scoprire il progetto di Dio che chiama a una umanita’ piena di senso .

Anche questo fa un prete in mezzo al mare e ai suoi abitanti umani

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