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prete cattolico, disposto a credere al Vangelo di Gesu' in un mondo che fa fatica ad aprirgli le porte.

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sabato 27 febbraio 2010

Il cappellano di bordo


don Luca Centurioni
Cappellano di bordo

Cari confratelli,

sono un cappellano di bordo che da ormai 7 anni svolge a tempo pieno questo ministero pastorale di vicinanza ai marittimi e a quanti navigano per mare… faccio parte del Apostolato del Mare in Italia che da 70 anni presta il suo servizio a bordo delle navi per accompagnare marittimi e viaggiatori per i mari del mondo, e sono anche coordinatore dei cappellani di bordo sulle navi passeggeri italiane.

A bordo di una nave si vive tutti i giorni, 24 ore al giorno a fianco a uomini e donne di diversi continenti, lingue culture e religioni.
La vita del marittimo e’ una realta’ che non si conosce perche’ non sta ne’ in cielo ne’ in terra (!!!!!) . Infatti il mare e’ cosi lontano per chi e’ in terra, e la terra cosi lontana per chi e’ in mare… (figuriamoci il cielo… che e’ distante sia dalla terra che dal mare! )

Mi piacerebbe parlare a chi non conosce la vita sulle navi, di questo mondo particolare, nel ventre delle “balene bianche di ferro”, che solcano i mari.

Le navi passeggeri o “da crociera” sulle quali facciamo i preti sono sempre piu’ grandi… arrivano fino a 3880 passeggeri e 1100 persone di equipaggiom quelle che conosciamo qui in Europa, mentre negli USA stanno ra costruendo navi da 5000 passeggeri e 1400 persone di equipaggio… impressionante.. andare sotto una nave di queste ferma in un porto ci si sente come sotto un grattacielo.



Il cappellano e’ a servizio principalmente dell’equipaggio e per tutti e’ il “padre” .. per tutti… anche per i musulmani o gli induisti, o gli agnostici.. intanto fa il padre.. si prende cura di loro: delle necessita’ materiali, del benessere spirituale e anche un po’ materiale, fatto di qualche festa insieme, di qualche momento di ricreazione o di svago… una partita a calcio in qualche porto, una gita in un posto famoso di quelli che si visitano con le navi…
Escursione con alcuni membri dell’equipaggio
alle piramidi di Giza al Cairo

Una presenza, quella del cappellano, che si sente nell’aria.. se ci sei tutti ti sorridono, ma se non ci sei tutti si chiedono: dov’ e’ il prete? Guai se non ci sei, si sentono privi di qualcuno di importante per loro.
Per i passeggeri si celebra la messa, si e’ disponibili per le confessioni, per i colloqui.
Celebrazione della Messa di Natale
La sera non finisce mai… quando e’ mezzanotte e’ ancora presto .. l’equipaggio finisce il lavoro e sono contenti di vederti li’ per i corridoi, nelle salette da pranzo, nel bar a bere una birra in compagnia.. Le attivita’ ricreative con loro si fanno anche a notte fonda, unico tempo di svago in una giornata fatta di duro e pressante lavoro. Mi sembra che si possa vivere cosi quello stile di San Paolo.. : “mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno” (1 Cor 9.22).
Il cappellano di bordo e’ missionario in mezzo a tutti gli uomini e le donne del mondo dovunque essi sono, a qualunque ora… e qui e’ possibile.. non c’e’ giorno o ora dove la presenza del prete a bordo non sia utile e feconda. Alla fine della giornata si e’ stanchi di lavorare … ma non di sorridere.. perche’ siamo uomini del sorriso che diamo e riceviamo.
Portare un sorriso di pace, di speranza in un ambiente dove il lavoro e’ la prima occupazione e c’e’ poco spazio per il resto…
Essere semi di speranza. Essere portatori di pace e di consolazione… con persone che sono lontano dagli affetti, dalla famiglia, da ogni persona cara che grande missione ! Quando si incontrano i ragazzi dell’equipaggio e si parla con loro ti raccontano del loro mondo, delle persone care, della loro famiglia, dei figli che crescono. Il loro cuore e il loro pensiero non e’ lì sulla nave, ma lontano, a casa, e hanno tanto bisogno di parlare con qualcuno di quello che sentono, delle loro emozioni, delle cose a cui tengono di piu’.
Missione e’ andare… anche per mare… anche con chi va per mare… Stare in mezzo al mare, stare in mezzo alla gente di mare.
E fare un po’ anche noi i migranti e gli itineranti… oggi sono tanti milioni di persone che migrano e viaggiano per necessita’ di vita..
Ai nostri giorni la sensibilita’ per i migranti e’ molta, e in tutte le terre i sacerdoti accolgono i migranti. Ma li accolgono a casa loro.. Gli altrisono i migranti, i sacerdoti coloro che accolgono nella loro casa, terra cultura. E’ raro invece che si concepisca il sacerdote come Migrante insieme ai Migranti.. Itinerante insieme agli Itineranti..
Il simbolo delle Organizzazioni ecclesiali che si occupano dei Migranti e’ spesso la Famiglia di Nazaret in viaggio su in mulo, itinerante e migrante (non si capisce se raffigurati nell’andare o nel tornare dall’Egitto, luogo in cui si sono rifugiati per necessita’ a causa della persecuzione di Erode). La famiglia di Nazaret, Gesu’ stesso quindi, e’ raffigurato itinerante, e migrante. Credo che fare il cappellano a bordo di una nave sia imitare Gesu’ proprio in questo: essere itinerante con gli itineranti, migrante con i migranti.




Don Luca Centurioni

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